Nuova Bliblioteca comunale di Briosco

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Progettisti:   Ing. Fabio Barbuto

                      Ing. Giovanni Barbuto

                           Arch. Raffaella Squillace

 

 

La filosofia del Progetto.

Se il compito di un edificio non è semplicemente quello di soddisfare le richieste di funzionalità, ma di fornire un’interpretazione del tema e del contesto per mezzo dei “segni” e più in generale adoperando le immagini, è opportuno soffermarci , sia pure in breve, su questo strumento di espressione.

L’edificio progettato aspira ad essere riconoscibile ma senza forzature, simula il simbolo del libro aperto che diventa “segno” inserendo il singolo edificio all’interno di un continuum, in cui ogni parte si fonde con le altre: luogo, forme, spazi, percorsi….... Il progetto proposto passa attraverso l’uso chiaro delle componenti e dei materiali, ma anche nella trasparenza e nell’uso degli spazi, dilatati fino a comprendere l’intera altezza della biblioteca che viene esposta come uno spaccato e soprattutto nell’intreccio molto fluido dei percorsi.

 

Briosco 14
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Briosco 15
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Briosco 16
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Briosco 19
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Briosco 20
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Briosco 21
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Briosco 22
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Briosco 23
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Premessa.

La nuova biblioteca comunale di Briosco, è stata progettata tenendo conto interamente di tutte le richieste del bando di concorso e rappresenta una proposta funzionale e ben fruibile dalla cittadinanza tutta, tale da integrare in un design moderno i molteplici servizi che l’Amministrazione Comunale ha intenzione di fornire. Il progetto presentato si inserisce perfettamente nel contesto urbanistico esistente grazie alla forma semi ipogea del fabbricato ed è proprio grazie a tale geometria che si integra completamente nel contesto orografico quasi come se la struttura sia una appendice del declivio.

Studio preliminare.

Lo studio preliminare effettuato sui dati forniti ha portato il gruppo di lavoro ad effettuare diverse scelte progettuali quali la tipologia di costruzione, la migliore sistemazione nello spazio all’interno dell’area di intervento e la miglior ottimizzazione dei volumi, il tutto nel pieno rispetto delle prescrizioni dello strumento urbanistico; si è deciso di optare per una costruzione semi ipogea la quale integrasse al meglio il nuovo corpo di fabbrica all’interno dell’ambiente circostante ed allo stesso tempo lo dotasse di una ampia superficie trasparente. Si è inoltre proceduto ad individuare la giusta geometria al fine di garantire, nel pieno rispetto delle normative, la fruizione da parte delle persone diversamente abili, sono state rispettate inoltre le norme di sicurezza e la normativa sanitaria vigente. Il lotto di intervento ricade nella “zona F di pubblico interesse (standard)” e durante la progettazione sono state rispettate tutte le prescrizioni del P.G.T. riguardo gli standard urbanistici; l’art. 15 del P.G.T. prescrive per il controllo della densità edilizia, che il volume delle costruzioni residenziali e di servizio è da ricavarsi convenzionalmente moltiplicando la superficie lorda complessiva di pavimento dei singoli piani per l’altezza virtuale dell’interpiano di ml 2,70… purchè l’altezza media interna netta del piano sia uguale o inferiore a ml. 3,50. Il volume dei locali con altezza media interna superiore a ml 3,50 verrà computato per l’altezza effettiva. In base a quanto recitato dall’articolo, l’edificio progettato, avendo una superficie lorda di pavimento pari a mq 415 ed avendo un’altezza media pari a ml 4,00, occupa un volume pari a mc 1.660. L’art. 39, Zona F di pubblico interesse (standard) prescrive, riguardo a superficie e volume, che gli edifici non possono superare l’altezza di ml 10,50 e che la superficie coperta deve essere inferiore alla metà della superficie dell’intero lotto di intervento. Quindi, avendo il lotto di intervento una superficie complessiva di mq 3.500, si deduce che il volume massimo edificabile sarà pari a mq 3.500/2 = mq 1.750 moltiplicato per l’altezza massima consentita ovvero ml 10,50; il volume massimo realizzabile diventa quindi pari a mc 18.375,00. Dai calcoli appena riportati è evidente come il volume progettato sia nettamente inferiore al volume massimo prescritto. Sono state rispettate le distanze minime dai confini e dagli altri fabbricati e sono stati rispettati tutti gli altri standard. Infine si sottolinea che è stata prevista la piantumazione di 15 nuove unità così come in ottemperanza dell’art. 25 del P.G.T.

Caratteristiche dell’opera.

Il corpo di fabbrica, è caratterizzato da una superficie lorda di pavimento pari a circa mq 415. Dopo una attenta indagine ed uno scrupoloso studio delle curve di livello del lotto è stata scelta una tipologia edilizia semi-ipogea per “sfruttare” al meglio la pendenza naturale del declivio e per integrare la nuova struttura nel parco esistente. La struttura semi ipogea, così progettata, rispetta tutti i criteri di luminosità e di aerazione naturali, caratteristiche garantite dall’ampia superficie trasparente (con un fronte di circa ml 22,00) che ne caratterizza il design. La scelta effettuata garantisce la fruibilità di quasi tutta l’attuale superficie del parco giochi ed inoltre il tetto giardino progettato continuerà a far parte integrante del medesimo parco. La struttura portante dell’intero edificio è caratterizzata da un telaio a campata unica con una luce di ml 14,00 e da uno sbalzo di circa ml 2,00. Di conseguenza il solaio di copertura è stato progettato ad unica campata così da realizzare un unico ambiente, eliminando la necessità di ulteriori pilastrate consentendo di sfruttare al massimo l’intera superficie. Il solaio di copertura, oltre ad avere una così ampia luce, è caratterizzato da una pendenza di circa 4 gradi la quale conferisce dinamismo a tutto l’ambiente; questa caratteristica, consente di avere la maggior altezza in corrispondenza della superficie trasparente e ciò ottimizza la diffusione dei raggi solari fino in fondo a tutti gli ambienti.

 

Briosco 9
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Briosco 1
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Briosco 2
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Briosco 3
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Briosco 4
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Briosco 5
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Briosco 6
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Briosco 7
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Briosco 8
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Briosco 10
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Briosco 11
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Briosco 12
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Briosco 13
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Distribuzione degli spazi interni.

Il progetto della nuova biblioteca comunale di Briosco è caratterizzata da un grande open space e da altri quattro ambienti (ufficio – archivio, servizi igienici, sala multimediale). L’open space che si estende per circa mq 240 è squisitamente destinato alla funzione di biblioteca, quest’ultima è suddivisa in due sezioni, l’area attrezzata con scaffali aperti per la libera consultazione e l’area che ospiterà il settore dei bambini; le due sezioni saranno arredate con 48 postazioni per la lettura e la consultazione dei volumi. Le due sezioni possono essere separate l’una dall’altra per mezzo di una parete scorrevole. Una seconda parete scorrevole permette la comunicazione tra le due aree di consultazione e l’ambiente che costituisce l’ingresso, reception, area informazioni ed angolo ristoro; da questa area infatti si accede ai restanti ambienti della struttura ovvero alla sala multimediale, ai servizi igienici ed all’archivio.

La sala multimediale, caratterizzata da un unico ambiente di circa mq 55, è allestita con 20 postazioni ed oltre ad avere la funzione di sala computers e sala per la consultazione di contenuti virtuali, può essere all’occorrenza destinata a sala convegni e ad aula didattica.

L’archivio, che si estende per una superficie di circa mq 30, è caratterizzato da 4 postazioni informatiche per la digitalizzazione dei dati di archivio e da diverse scaffalature per l’archiviazione tradizionale. I servizi igienici sono stati progettati per essere accessibili a persone con mobilità ridotta e sono stati progettati in relazione alla capacità delle sale. Una considerazione importante espletata durante la progettazione, è stata quella di poter commutare la sala biblioteca in sala per la giunta comunale nonché in grande sala per l’allestimento di mostre. Trasformabilità in sala consiliare Le due sale lettura, quella dedicata alla lettura a scaffale aperto e quella destinata ai bambini possono essere tra loro collegate movimentando una parete mobile. La messa in comunicazione delle due porzioni di sala consente quindi di fruire di tutti i mq 240 che la caratterizzano rendendola idonea all’utilizzo di sala consiliare nonché di sala per esposizioni. Essendo inclinato il solaio di copertura è stata dedicata una particolare attenzione alla progettazione della parete mobile. Tale parete infatti sarà realizzata con un sistema, ideato e progettato da codesto gruppo partecipante, il quale consente alla parete non solo di traslare orizzontalmente ma soprattutto di adattarsi alla pendenza del soffitto.

Design degli spazi:

• Outdoor

Attualmente l’intera area del sistema parco denominata “Parco degli Alpini” è utilizzata dal quartiere e dai cittadini con attività prevalentemente di area gioco per bambini, percui oltre al ricollocamento dello stemma degli Alpini, tale funzione come richiesto dal bando è mantenuta negli spazi esterni che vengono adeguatamente attrezzati a tale scopo. Le aree d’accesso del parco, definite da una recinzione leggera, che delimitano fisicamente ma non visivamente, rimangono luogo di incontro per le famiglie e di gioco per i bimbi, che si approssimano all’interno dell’edificio attraverso dei percorsi esterni costituiti da una pavimentazione in legno sotto forma di doghe, in tal modo, il calore del legno si trasferisce all’ esterno a riscaldare il giardino: dalla scala esterna ai camminamenti pedonali, riveste sedute, per fondersi con le pareti e gli arredi interni. L’ingresso, segnato dall’ingombro del volume unicamente al piano terra, dettato dal contesto e dall’analisi sul tessuto connettivo, diviene elemento di raccordo e confluenza dello spazio esterno con quello interno. Attraverso l’uso di pareti esterne trasparenti con porte che permettono l’uscita sul giardino, le sale interne realizzano un continuum interattivo, visivo e aggregativo con gli spazi esterni.

• Indoor

Con l’ausilio delle pareti mobili, le singole sale si rimodulano in spazi più ampi e all’occorrenza oscurabili attraverso un sistema di tende schermanti, per assolvere alle attività diverse dalla sala lettura, come proiezioni di film , spettacoli teatrali o convegni. La genesi dello spazio interno è delineata dalle scie di luce “Light Emitting Diode” a soffitto che rimarcano perfettamente le fasce proposte sul pavimento in legno le quali evidenziano la modularità delle scaffalature e dagli scorci di paesaggio, sempre visibili dagli ampi spazi vetrati. La grande scatola sarà rivestita al suo interno dal legno, sia nel pavimento sia in parte delle pareti e nel soffitto: un materiale naturale, caldo e accogliente. Le librerie in legno che si inseriscono armoniosamente negli ambienti che li ospitano, oltre ad essere funzionali, apportano un tocco naturale alla stanza e sono usate anche come pareti divisorie. Per rendere gli “ambienti più accoglienti, eleganti e piacevoli, sono presenti oltre ai tavoli modulari in legno massello , comode “sedute operative” per l’area informazioni, per le zone di servizio, segreteria e per le postazioni multimediali ed ergonomiche “sedute lettura” utilizzate nelle sale di consultazione e studio, sia nella sezione adulti che in quella ragazzi.

Caratteristiche funzionali.

Durante la progettazione, un’attenzione particolare è stata dedicata al risparmio energetico ed alla limitazione dei consumi energetici, in modo da rendere l’edificio il più vicino possibile al concetto di edificio passivo ed ecosostenibile.

Risparmio energetico nella realizzazione dell’involucro

Tutta la superficie trasparente che costituisce il prospetto principale è progettata con materiali tecnologicamente avanzati come il vetro triplo con camere d’aria con gas nobili installato su strutture in alluminio anodizzato a taglio termico. Inoltre, è stata adottata una particolare attenzione all’isolamento termico delle superfici a diretto contatto con il terreno, il progetto infatti prevede la costruzione di un alto vespaio areato al di sotto del pavimento. Le pareti della struttura parimenti, non appoggiano direttamente al terreno, infatti tra le pareti in calcestruzzo armato ed il terreno stesso sono posti in opera pannelli polimerici espansi che abbattono notevolmente la trasmittanza del sistema muro-isolante-terreno innalzando la caratteristica energetica dell’involucro. Infine il solaio di copertura sul quale insisterà parte del parco giochi è stato progettato in maniera tale da realizzare al di sopra uno strato di materiale polimerico espanso isolante ed areato. Questa soluzione, come per le altre già citate rende l’elemento solaio un elemento ad alta prestazione energetica.

Risparmio energetico nella realizzazione degli impianti

Al fine di realizzare un edificio il più possibile “passivo”, un importante ruolo è svolto da una corretta ed oculata progettazione degli impianti tecnologici.

Impianto elettrico

L’impianto elettrico verrà realizzato interamente seguendo i protocolli della domotica; unimpianto domotico può considerarsi molto flessibile poiché programmabile ed implementabile a seconda delle esigenze dell’utenza; ciò rende possibile la programmazione delle sorgenti luminose integrando con la diffusione sonora e l’automatismo di molti utilizzatori elettrici ed elettronici, nei vari ambienti costituenti il fabbricato. L’impianto domotico verrà completato dall’installazione di dispositivi di illuminazione a tecnologia LED e questo permetterà di avere una elevata intensità luminosa (paragonabile a quella emanata dalle classiche lampade a fluorescenza e delle vecchie lampade ad incandescenza) con assorbimenti di corrente esponenzialmente ridotti rispetto alle vecchie tecnologie.

Studi statistici effettuati da produttori di sistemi di gestione e di illuminazione domotici, hanno dimostrato come rispetto alla gestione tradizionale di luci ed apparecchiature utilizzatrici, la gestione domotica garantisce il raggiungimento di percentuali di risparmio vicine al 60%.

Impianto termoidraulico

La più alta percentuale di risparmio energetico, è stata demandata alla progettazione dell’impianto di climatizzazione dell’aria. Per garantire l’ottimizzazione dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento, il progetto prevede, ad integrazione delle tecnologie tradizionali, l’utilizzo di una sonda geotermica che installata fino alla sua profondità caratteristica (da circa ml 15 a circa ml 150 a seconda della tipologia di sottosuolo) associata a pannelli radianti installati nel pavimento e nei muri perimetrali, sarà di completamento al fabbisogno energetico del costruendo edificio sia nella stagione invernale sia di conseguenza nella stagione estiva. È noto da tempo infatti che il sottosuolo possegga una inerzia termica tale da mantenere una temperatura costante in un intervallo tra 10 C° e 15 C°. L’utilizzo della tecnologia geotermica se ben integrata agli impianti tradizionali può garantire un risparmio di circa il 70%.

In definitiva l’idea dell’ architettura semi-ipogea utilizzata, insieme ai materiali e agli impianti adoperati, sposano perfettamente la volontà di preservare il più possibile lo “spazio verde” esistente e la vista panoramica, passare dall’ “artificiale” al “naturale” e viceversa in modo graduale, essere ad impatto ambientale nullo e richiedere una ridotta manutenzione negli anni.

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