Concorso Catanzaro

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Progettisti:   Ing. Fabio Barbuto

                     Ing. Giovanni Barbuto

                     Ing. Ilaria Ligarò

                          Arch. Raffaella Squillace

 

Relazione Tecnico - Descrittiva                  

Storia della città di Catanzaro

Catanzaro ha origini bizantine risalenti al IX-X secolo. Agli stessi Bizantini si deve l’introduzione dell’arte della seta da cui la città trarrà fama e ricchezza. Successivamente con Normanni, Aragonesi, baroni e baronetti, Catanzaro cominciò il suo lento declino. Nel Rinascimento la città uscì dal suo letargo ma col terremoto del 1784 gran parte del tessuto urbano originario fu distrutto, obbligando l’amministrazione al rinnovamento. La seconda metà dell’Ottocento vide un cambiamento nell’edilizia cittadina: viuzze e casupole fanno posto all’attuale Corso Mazzini; il XX secolo ha testimoniato un grande stato di avvilimento. Solo nell’ ultimo decennio si è cercato di dare un certo “decoro” alle strutture, risanando abitazioni ed interi isolati.

 

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I cambiamenti di Corso Mazzini.

Nel 1863, a Catanzaro, prende corpo l’idea di un progetto di intervento complessivo nel centro urbano, e, successivamente, viene approvato il PRG che presenta un progetto di sistemazione dell’intero abitato. Nella relazione di Piano si specificava che “E’ necessario, per dare un più regolare aspetto alla città operare su quattro elementi: gli ingressi all’abitato, le strade, le piazze ed i suoi uffici”. L’intervento, prevedeva, a Sud, la demolizione della Porta di Mare (attuato solo nel 1930) e lasistemazione della via Bellavista, a Nord, il taglio della rocca su cui si trovava il Castello. I lavori più onerosi furono previsti con la rettificazione e l’allargamento della sede stradale di Corso Vittorio Emanuele (oggi Corso Mazzini) il quale, non superando la larghezza di otto metri, con tratti minimi di cinque, non offriva possibilità di adeguata circolazione delle carrozze né collocazione delle attrezzature commerciali ed amministrative. Nel 1869 fu espropriata e distrutta la “casa palazziata” ricostruita, prendendo il nome di palazzo Fazzari, arretrandola rispetto alla sede stradale.

Tra il 1870 e il 1875 vennero avviati i lavori di sistemazione di via Cavour, il livellamento di via Poerio e l’opera di “basolamento” da Piazza Garibaldi a Piazza Vecchia (attuale Piazza Cavour).

Gli elaborati relativi allo sventramento del corso sono stati in gran parte dispersi ma dalle ricostruzione e dagli studi condotti venne stabilito che quarantaquattro corpi di fabbrica dovevano essere interamente o parzialmente demoliti. Nel 1879 furono espropriati i fabbricati tra Palazzo Fazzari e l’attuale piazza Grimaldi i quali, rappresentavano un luogo di ritrovo della borghesia locale, l’esproprio fu un gesto particolarmente sentito dalla cittadinanza. Dal 1880 i lavori furono molto lunghi a causa dei ricorsi dei privati; uno degli ultimi interventi sarà datato 1899 con il taglio della facciata dell’odierno Comprensorio Galluppi. I progetti dello sviluppo della città ripresero vigore con l’avvento del fascismo. Nel 1936 fu possibile realizzare la costruzione dell’Istituto Nazionale di Assicurazioni, unico edificio ad essere completato nell’epoca Fascista; mentre il Palazzo delle Poste e la sede dell’Amministrazione Provinciale verranno realizzati dopo la seconda Guerra Mondiale. Nel 1943 i bombardamenti danneggiarono tutto l’asse principale del nucleo storico, venne così elaborato un piano d’emergenza finalizzato alla ricostruzione dei manufatti edilizi.
Il progetto di ampliamento della sede stradale del corso principale verrà ultimato nel 1975 con l’abbattimento del comparto edilizio Serravalle e De Cumis, tra piazza Grimaldi e la basilica dell’Immacolata. Tra il 1860 e il 1960 si assistì quindi allo sventramento del corso Mazzini con effetti devastanti e con una città senza connotati urbani identificabili (Tav. 1)

 

Caratteristica dell’idea di progetto

Il presente capitolo descrive il progetto di idee per la realizzazione di un’isola pedonale a servizio del Corso Mazzini di Catanzaro. La struttura principale dell’opera ha uno schema che si ripete lungo il percorso, costituito da un doppio semiarco contrapposto in acciaio con altezze differenti di sezione pari a 100-150 mm,  rifinito con vernice epossidica di colore grigio antracite, volto a formare una “V” stilizzata. I doppi semiarchi, che si ripetono con campata di circa m 8, hanno l’uno altezza pari a m 4,80 prospiciente le facciate degli edifici e l’altro altezza pari a m 5,50 prospiciente lato strada. Essi sono collegati tramite archi in acciaio con sezione pari a 150 mm. Gli elementi strutturali, opportunamente fissati al suolo, sosterranno pannelli in policarbonato compatto trasparente dello spessore di cm 1,2 concatenati  da profilati in acciaio con sezione ad “L” 150*150 mm. I pannelli di copertura in policarbonato compatto trasparente del tipo antisfondamento avranno forma rettangolare, i quali, plasmati sulla struttura in acciaio ad altezze differenti, creeranno un’ “onda” di dimensioni pari a 2*5,40 m. L’interasse tra gli elementi strutturali è di circa 8 m, variabile in funzione della lunghezza del percorso da ricoprire. La fondazione è costituita da una trave rovescia in calcestruzzo armato di adeguata sezione gettata in opera eseguita tramite la rimozione ed il successivo ripristino di una piccola parte della pavimentazione esistente, in particolare in adiacenza all'attuale canale di raccolta delle acque bianche.

Lo smaltimento delle acque piovane è garantito grazie all’istallazione di condotte che corrono all’interno degli elementi di sostegno della copertura. Successivamente le acque termineranno all'interno del canale di scolo esistente, in adiacenza alle fondazioni previste.

La copertura è stata prevista alternativamente sui due lati dell’asse stradale di Corso Mazzini. I punti di discontinuità del percorso ricadono in  Piazzetta Libertà, in “salita Giuseppe Mazzini”, nei pressi dello storico Palazzo Fazzari e lungo la “salita del Rosario”. Nelle piazzette è stata prevista la ripetizione ordinata e consecutiva dell’archetipo, volta a rappresentare il movimento dell’onda. L’intervento ricade in pieno centro storico con edifici di valore culturale elevato e tutelato. L’opera proposta attua una trasformazione dei luoghi con un tocco di modernità senza dimenticare l’utilizzo di archetipi classici e introducendo moderne “onde” che bene si mescolano con il paesaggio circostante, dove, archi e curve si ripetono costantemente: nei portoni d’ingresso degli edifici, nei moderni elementi di arredo di recente istallazione, nei frontalini dei balconi e sugli architravi delle finestre. Il colore utilizzato riprende i lampioni e gli arredi già esistenti, inoltre la disposizione alternata degli elementi ne attribuisce un senso estetico sinuoso e leggero. L’illuminazione sarà garantita grazie alla presenza di una serie di luminarie che interessa sia le nuove strutture sia la pavimentazione esistente senza modificarne l’attuale configurazione, caratterizzata da fasce led e plafoniere segna passo led di forma semicircolare che regalano un’atmosfera sobria ed elegante.

La pianta si sviluppa in modo alternato sui due lati del percorso. Il concept parte da Piazza Grimaldi, in questo luogo verrà realizzata una parete d’acqua, che sorgendo dalla copertura ad onda si infrange al suolo dentro un’intercapedine appositamente progettata. I cittadini sono invitati a passeggiare sotto la moderna copertura che li accompagnerà lungo tutto corso Mazzini. L’andamento costante e il profilo altimetrico del paesaggio definiscono un’architettura di geometrie semplici ed essenziali, fatta di un gioco di luci ed ombre tramite gli elementi aggettanti, ondulanti e asimmetricamente sovrapposti. L’espressività del progetto intende riferirsi simbolicamente al mare, nel movimento sinuoso ed armonico dell’onda che, spostandosi da un lato all’altro del corso, diventa anche ponte di comunicazione tra le facciate. Nella pianta, il progetto tende a fare interagire l’esterno e l’interno, attraverso le ampie vetrate continue creando e scacciando i limiti fra gli spazi chiusi ed aperti.

Il colore della struttura in progetto è stato scelto in funzione del colore dei lampioni recentemente istallati in stile neoclassico; gli stessi non verranno accantonati ma la loro “classica illuminazione” sarà accostata ai moderni led. L’arredo urbano esistente sarà integrato e utilizzato nell’idea di progetto, onde evitare ulteriori costi.

 

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L’idea di progetto: l’onda del cambiamento

La copertura è composta da elementi trasparenti uguali tra loro che si susseguono generando una successione di onde disposte differentemente sui due prospetti alternati che si congiungono in due punti importanti del tratto pedonale, punti di unione, di apertura e contemporaneamente di chiusura del movimento dell’opera. La struttura che genera la copertura è contraddistinta da due elementi essenziali semplicemente appoggiati l’uno con l’altro. Il primo, quello di sostegno, è costituito da una elemento in acciaio di colore grigio a forma di “V”, il secondo di chiusura è l’elemento “onda” trasparente che si snoda nel percorso del centro storico in modo impetuoso e travolgente.

L’idea di progetto nasce dalla ricerca dell’impatto storico, naturalistico e di rivalutazione del centro storico, insegnando culture e tradizioni della propria città tramite un’architettura moderna fatta di elementi e materiali essenziali, che parla il linguaggio antichissimo dei simboli e degli archetipi senza operare in uno stato di laboriosità né di soffocamento edilizio. Lo stile proposto vuole coniugare i valori formali delle antiche culture mediterranee con i principi e i materiali costruttivi del nostro tempo. Acciaio e “vetro”, modellati in costruzioni ardite che si ispirano alle forme naturali: ali che spiccano il volo, onde che si infrangono, rami che si flettono.

Catanzaro è conosciuta come la “città delle tre V", che si riferiscono a tre sue caratteristiche distintive: “V” di San Vitaliano, patrono della città; “V” di velluto, perché fu importante centro di produzione della seta, dei velluti e dei damaschi fin dai tempi della dominazione bizantina; “V” di vento, perché costantemente battuta da forti brezze provenienti dallo Ionio e dalla Sila; è da qui che nasce l’idea del primo elemento progettuale a forma di “V” a sostegno della copertura; una “V” generata dalla terra, che si stira e si distende verso l’alto pronta a sorreggere il secondo elemento principale qual è l’onda. Catanzaro è inoltre la “città dei ponti” ed il ponte Morandi ne rappresenta una delle opere architettoniche più imponenti nel panorama internazionale, motivo per cui, la sua maestosa arcata è stata riproposta nell’idea di progetto; l’arco che unisce le “V”, l’arco che sostiene le “onde”, l’arco che accompagna i pedoni durante il percorso.

L’onda nasce come l’intreccio di due idee basate sulla storia e sulla morfologia del territorio; Catanzaro, è riconosciuta come la "città tra i due mari", essendo, situata nell'istmo omonimo, ossia sulla striscia di terra più stretta d'Italia, in cui pochi chilometri separano lo Ionio dal Tirreno, “Il mare è distante da la città sei miglia, ma ti pare di averlo sotto la mano, e ne odi il fragore: vi si discende per una strada che va lungo un torrente, e quando sei su la riva trovi un villaggio che chiamano la Marina, dove i signori hanno loro casini e la primavera vanno a villeggiare” (Luigi Settembrini). Il mare è il principio caratterizzante del territorio, l’onda ne è l’elemento essenziale che rincalza nella città, che si insinua a tratti in modo silenzioso e ripetitivo, a tratti in modo preponderante  e imperante dando il movimento nell'architettura come protagonista reale dell'opera.

Catanzaro, città dei velluti, della seta e dei damaschi, era caratterizzata dalla presenza di botteghe e telai per sondare la seta; numerosi sono i toponimi catanzaresi che ricordano tale avvenimento, uno di questi è divenuto fonte d’ispirazione dell’ idea progettuale. Il “Vico dell’Onda”, posto nel rione Santa Chiara, prospiciente Corso Mazzini, detto così perché, secondo antichi studi, fu in tale vico che venne impiantato il primo strumento per sondare la seta.

Le “V”  simbolo di  ancoraggio alla tradizione cittadina, l’arco simbolo di “espansione” verso il resto del mondo, “ l’onda” simbolo del cambiamento nelle nostre menti.

L’ibridazione dei materiali applicati nell’idea di progetto sono nati dall’idea di libertà e modernità in una cittadina chiusa nelle sue “mura” medievali.

L’acciaio è il protagonista strutturale, il vetro ne è il suo compagno che, alleggerendo e rendendo trasparente il manufatto, crea un dialogo tra l’interno e l’esterno, tra i pedoni e i suoi palazzi storici, tra la terra e il cielo. Motivo per cui la trasparenza come simbolo diventerebbe il tema del progetto, uno strato astratto, limpido, sospeso, pensieroso, dove si fondono le antiche tradizioni simboliche

rappresentate dai complessi storici come Palazzo Grimaldi o Palazzo Fazzari e le inquietudini sociali, giovanili ed economici che la trasparenza dell’ “onda” tende a trattenere a pochi metri da terra, facendoli aleggiare sulle teste degli uomini analizzando il loro movimento ininterrotto, creando così un serpeggiante “salotto” tra le vie del corso.

 

Il “salotto” itinerante

L’idea che si ripropone in modo ridondante è quello del recupero del centro storico attraverso il concetto di aggregazione e unione, che faccia rinascere il corso tramite il ritrovo di pensieri, persone, sogni e progetti; uno spazio per parlare ed ascoltare, raccontare e ricordare: dai bambini agli anziani, dai poeti agli artigiani, dagli studenti ai lavoratori, dai residenti agli stranieri, dai turisti ai cittadini, tutti si devono sentire accolti e coccolati nel nuovo “salotto Mazzini”, laboratorio in perenne evoluzione di arte, musica, cinema, danza e tradizioni; un luogo dove respirare ed inventare cultura, ma soprattutto un posto per incontrarsi e vivere la città.

Per gli amanti della musica l’idea progettuale prevede l’inserimento di un moderno touch screen ad imitazione di un vecchio jukebox, lo stesso sarà collegato ad una serie di altoparlanti posti in filodiffusione lungo la copertura grazie al quale chiunque può scegliere e selezionare la propria musica preferita per ascoltarla durante la sua permanenza.

Per gli amanti dello sport in città saranno realizzati dei percorsi tra l’arte e la cultura cittadina; essendo Catanzaro morfologicamente particolareggiata, si potrebbe pensare  al “walking city”, con giornate ed itinerari appositamente dedicati oltre che allo sport anche all’arte e alla cultura.

Per gli amanti dell’arte e della cultura lo stesso touch screen informativo indicherà ai turisti o ai curiosi del posto chiese, monumenti, musei e strutture storiche facilmente raggiungibili da Corso Mazzini, l’opera idealizzata sarà essa stessa indicatrice del percorso storico culturale tramite la ripetizione dell’elemento “onda” nei punti di maggiore interesse: vico Onda, Piazzetta Libertà e salita Corso Mazzini ( Tav. 1).

Per gli amanti delle fiere e dei mercati all’aperto si propone un progetto che faccia da copertura ad eventuali bancarelle durante organizzazioni di questo tipo, riducendo i costi di realizzazione di tendoni o piccole tensostrutture, limitando la “paura” della pioggia durante tali manifestazioni, realizzando periodicamente fiere dell’antiquariato o delle tradizioni gastronomiche, dando possibilità di esposizione e visibilità ai prodotti a chilometro zero.

Le aree maggiormente coperte rappresenteranno delle “piazzette” al chiuso, poste e pensate appositamente nelle vicinanze di bar o pub già esistenti: in tal modo si consentirà ai numerosi gruppi musicali esordienti, di potersi esprimere  liberamente  e periodicamente organizzando delle serate “a tema” (sabato rock, l’aperitivo pop o la notte blues).

Per i timorosi del freddo, alcune lampade di riscaldamento alogene saranno posizionate lungo il percorso, tali da assicurare un “salotto” al caldo durante le soste dei cittadini nelle serate d’inverno. L’idea di progetto diventa una speranza di riqualificazione del centro storico dando un tocco di modernità alla città capoluogo. L’opera è stata pensata inoltre per essere ripetuta o impiegata anche in altre aree della città al fine di ricoprire spazi utili a manifestazioni o altro genere di sosta.

 

 

Analisi di fattibilità

Considerata la necessità di conseguire un risparmio sui costi di realizzazione dell’opera, la scelta di progetto è stata operata cercando di mantenere intatto tutto il possibile già esistente sul territorio e di recente installazione, ottenendo una idea progettuale di arredo urbano che valorizzasse l’asse del centro storico. La disposizione alternata della copertura garantisce un’ isola pedonale in parte coperta assicurandone l’accesso ai mezzi di  scarico e carico merci  e ai mezzi di soccorso e dei Vigili del Fuoco rispettando i requisiti minimi di larghezza pari a 3,5 m e altezza libera pari a 4, 5 m. La realizzazione dell’opera non andrà ad intaccare minimamente i fabbricati privati esistenti, tutte le opere insisteranno esclusivamente su suolo pubblico. 

 

Considerazioni di carattere conclusivo

L’idea di progetto, accompagnato da una riqualificazione di alcune vetrine di attività commerciali esistenti, dal ripristino delle facciate degli edifici vetusti, dalla manutenzione periodica dell’elemento progettuale proposto, potrebbero essere i presupposti principali per dare una svolta ad una città che ha tanto da offrire ma a cui manca il “motore” giusto per partire, incentivando i giovani a non abbandonare il territorio, ma a scoprirlo per rivalorizzarlo. Tante sono le manifestazioni di interesse culturale su libri, scienza, pittura e arte in generale, ma pochissime ci indirizzano sulla vera storia della propria città, sulle origini e sui reperti storici presenti all’interno di chiese e strutture. Perché percorrere tanti chilometri per impregnarsi di storie altrui senza poi conoscere le nostre? Cerchiamo di dare una svolta di sensibilizzazione al territorio sull’ “onda del cambiamento”             

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