Parco d'arte del Quartiere Casanova di Bolzano

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L'idea

Un  parco  d’arte  non  è   solo  un   luogo  di  aggregazione  in  cui  la  collettività  possa trascorrere il propriotempo   libero   divertendosi   e liberandosi   “momentaneamente”  dai   pesi della  vita  quotidiana,  ma  vuole essere il centro pulsante della cultura e della divulgazione artistica. Partendo  da  tale ottica, dopo  la  disamina  di  tutta  la  documentazione  resa disponibile dall’amministrazione Appaltante  e  comprese  le  necessità che  tale  intervento  debba colmare, si  è giunti  alla  concettualizzazione di  una  idea   che   potesse   sintetizzare   al  meglio concetti   a  volte distanti  tra  loro, ma  contenibili  in  una unica   entità   progettuale;  la  cultura, la  filosofia,  l’arte,  la  tecnologia  e  il   rispetto  per   l’ambiente, infatti, sono percorsi che conducono all’unico obiettivo possibile (cfr tav. 4). L’idea   principale   nasce   dalla   convinzione  che  ogni  singolo  individuo senta  la necessità  di raggiungere la pace interiore, la catarsi dell’anima, così come introdotta da Platone. Questo  concetto  filosofico  è  stato concretamente  tradotto  nella  realizzazione  di tre   elementi fondamentali:  il   labirinto,   che    vuole   rappresentare    il   percorso    travagliato  di   ogni individuo per   raggiungere   la   conoscenza  dell’arte,    la    torre,  che   vuole   rappresentare   la   necessità   dell’uomo   di   innalzare l’anima tendendo  alla perfezione,   con   la   possibilità   una   volta   arrivati  in  cima  di  voltarsi indietro  e   ammirare con   soddisfazione   il  tortuoso   cammino   percorso, la   fontana  imperturbabile,  che  facendo   proprio  il concetto del Panta rei scandisce l’inesorabile passare del tempo che nessuno può e potrà mai modificare.

tavola 1-parco ...
tavola 1-parco darte
tavola 2-parco ...
tavola 2-parco darte
tavola 3-parco ...
tavola 3-parco darte
tavola 4-parco ...
tavola 4-parco darte

 

Interpretazione del "Parco d'arte"

Un parco, nell’ideale collettivo è un luogo naturalistico, con verde attrezzato, con luoghi di socializzazione, di aggregazione, un luogo dove trascorrere il tempo libero, dove far divertire i bambini, una struttura dove tutti trovano il loro modo di rilassarsi. Se poi un parco, così tradizionalmente definito, si trasforma in un museo all’aperto, in una galleria di esposizione di opere d’arte, in un’opera d’arte esso stesso, allora diventa un parco d’arte. Il progetto proposto nel caso specifico, costituito da molteplici aree espositive, utilizzabili dinamicamente a seconda dell’esposizione che si vuole installare, correlate ai “muri verdi” che saranno custodi delle più svariate opere, interpreta  concretamente il concetto di parco d’arte.

 

Descrizione dell'opera

L’opera proposta, come già accennato, è costituita da tre elementi disposti nello spazio e ciascuno con un suo posto specifico nella geometria del luogo: il labirinto, la torre e la fontana imperturbabile. (cfr. tav. 1).

 

Il labirinto

Esso costituisce una serie di semplici percorsi, precisamente sette percorsi “d’arte” (cfr. tav. 1) i quali conducono a tre aree espositive (cfr. tavola 2) contenute nel labirinto stesso e rialzate da terra, tali aree sono predisposte per accogliere mostre o esposizioni o semplicemente per essere utilizzate come spazi all’aria aperta per la socializzazione.I percorsi del labirinto sono delineati da siepi di bosso, una specialità floristica che ha la capacità di vivere nei più diversi climi; le siepi, nell’idea progettuale, sono alte circa due metri per “nascondere” bene la risoluzione del labirinto. I percorsi, inoltre, saranno ricoperti da ghiaia utile per il corretto drenaggio dell’acqua piovana. Le aree espositive, invece, saranno rialzate da terra grazie a piattaforme realizzati da massetti in calcestruzzo e saranno ricoperte da lastre di marmo grezzo non levigato.

 

La torre

Questo   elemento   del   parco   d’arte  costituisce   una   struttura    semplice   ed   allo  stesso   tempo complessa. Sono   semplici   la   sua  accessibilità,  la   sua   vivibilità   e  la  sua “scalabilità”, mentre  il  profilo,  la  struttura a  sbalzi e la movimentata utilizzazione dei volumi nello spazio ne rappresentano  la  sua  complessità (cfr. tav. 2). La torre è  costituita  da  un pilastro  centrale  in  calcestruzzo  armato alto sei metri, rifinito a faccia vista, il quale sostiene  quattro   terrazzi  collegati  da   ampie  rampe  di  scale. Questi  terrazzi, sono rivestiti con quadrettoni di marmo (40x40 cm) mentre  le  scale  da  lastroni  di  marmo  grezzo  (con venature diversa da quello dei terrazi) e permettono  di  ospitare   istallazioni  e  mostre  o semplicemente rappresentano  terrazzi  di  “avvistamento”  che guardano  al  labirinto  ed  a  tutta  la  zona circostante.  Il  prospetto  già  molto snello  della  torre  è   a  sua  volta alleggerito dalle balaustre realizzate   in   lastre   di  policarbonato  compatto trasparente  montate  su  strutture in ferro lavorato. La  particolarità  della  torre è la presenza  di  spazi  espositivi  a  quote diverse, così da poter creare un percorso che alla fine conduca alla cima, luogo deputato a contenere l’opera più preziosa.

 

La fontana imperturbabile

L’ultimo tassello di questo mosaico è costituito dalla fontana imperturbabile, è imperturbabile come l’acqua che vi scorre all’interno, un’acqua che lentamente casca dolcemente di gradino in gradino allargandosi fino a scomparire per rinascere di nuovo dalla fonte posta nella parte più in alto (cfr. tav. 3). La fontana è costruita in calcestruzzo ed è composta da una serie di gradini sui quali scivola l’acqua; tale percorso è rivestito da un mosaico di piastrelle ceramiche chiare così da valorizzare la trasparenza dell’acqua. La fontana è posta lateralmente alla torre e da quest’ultima è ben visibile, in modo tale che si potrà meglio ammirare lo scorrere del tempo.

 

 

 

 

 

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